PUBBLICAZIONIGuido Boella |
In questo elenco pubblicazioni si riporta una selezione annotata
dei lavori di Guido Boella, con l’indicazione della relazione fra
i diversi lavori, l’impact factor, la
classificazione
GRIN, l’accessibilità su siti, e il tasso di accettazione, quando
tali dati siano disponibili.
Questo elenco non include gli articoli che presentano risultati già pubblicati in altre conferenze, articoli di conferenza pubblicati in versione estesa su rivista e articoli non sottoposti a revisione che sono invece presenti nella Sezione 9 del curriculum vitae.
2. Pubblicazioni su Electronic Notes in Theoretical Computer
Science
3. Attività come editor (vedi Curriculum vitae)
5. Pubblicazioni su Lecture Notes in Computer Science
6. Pubblicazioni su Atti di Conferenze Internazionali
7. Selezione delle altre pubblicazioni
[2010]
ISI 0.48 ERA A GRIN D
[2009]
La logica per access control definita il [2009slb] viene utilizzata come formalismo per un metamodello per linguaggi di access control che permette di modellare varie altre proposte, quali RBAC, DBAC, etc.
ERA A GRIN C
Viene definita la logica FSL basata sulla metodologia del fibring di logiche modali. La logica viene utilizzata per modellare politiche di access control distribuite basate sulla nozione di delega fornita dal costrutto says. Viene mostrato come, nonostante il maggiore potere espressivo - ad es., è possibile modellare gruppi di principals identificati da una formula di FSL stesso - la semantica rimane al prim’ordine.
ERA A GRIN C
ERA A GRIN C
ISI 0.48 ERA C GRIN D
Versione estesa di
[2006ecaia]
ISI 0.337, GRIN C
[2008]
Versione estesa di [2002aimsa]. Presenta un algoritmo di
ripianificazione progressiva che estende il planner DRIPS basato
su decision theory. L’algoritmo è usato nel contesto di un agente
che incontra fallimenti o ostacoli durante l’esecuzione di un
piano gerarchico. La valutazione sperimentale mostra quanto
l’algoritmo produca sempre in un tempo minore piani migliori per
qualità rispetto alla ripianificazione da zero dopo il
fallimento. Metodologia: revisione locale dell’albero che
costituisce il piano gerarchico e progressiva estensione della
revisione del piano con un meccanismo di iterative deepening fino
a trovare una soluzione oppure alla fine ripianificare dalla
radice dell’albero.
ISI 0.753, 118/227 in Engineering, Electrical
and Electronic, 58/93 in Computer Science, Artificial
Intelligence, GRIN B, ACM
Versione estesa di
[2007ki]. Studia il ruolo che hanno gli stati mentali
motivazionali nella selezione fra i possibili risultati
alternativi del processo di belief revision quando un agente
riceve nuove informazioni. Metodologia utilizzata: belief
revision, qualitative decision theory basata su goal. Modello per
il fenomeno del Conventional wisdom descritto da K. Galbraith; si
mostra che in alcune situazioni di incertezza mantenere le
credenze correnti sia una strategia razionale perchè soddisfano
meglio le aspettative dell’agente.
ISI 0.337, GRIN C
Versione estesa del best paper
[2007kes]. Studia il problema della formazione spontanea di norme
in comunità di agenti per mezzo di un protocollo di comunicazione che realizza un
meccanismo di negoziazione in cui prima si propongono goal
individuali, poi collettivi e infine una sanzione. Utilizza la
nozione di power sviluppata in [2007wias] e propone un protocollo
per il meccanismo di social delegation studiato in [2007ijcis]. Come scenario vengono
utilizzate le comunità su virtual worlds, come suggerito in
[2008jaamasa].
ISI 0.844, ACM
Versione estesa di
[2003icaila], che viene collocato in un contesto multiagente.
Studia il fenomeno della strong permission, ignorato in
letteratura deontica: la nozione di permesso non è definibile
solo in termini di assenza di obblighi contrari, perchè un
permesso può essere una norma esplicita. Metologia: estensione
dei lavori di Makinson e van der Torre su input/output logic con
introduzione di undercutter e preferenze.
GRIN C
Versione estesa di [2006deona]. Studia la relazione
fra norme costitutive e regolative nei sistemi normativi multiagente.
Si analizzano i sistemi
normativi a diversi livelli di astrazione, mostrando come ai
livelli più concreti, per poter costruire sistemi normativi multiagente,
le norme costitutive si devono basare su
norme regolative procedurali, mentre in tutti gli altri modelli
in letteratura sono date come primitive.
Metodologia: input/output logic e definizione di norme in
termini di belief e goal.
Editoriali:
Editoriale
dello Special issue segente al NorMAS Dagstuhl Seminar 2007. In
questo editoriale si riportano i risultati della settimana di
discussione a Dagstuhl e si propongono nuovi dieci problemi aperti
nell’ambito dei sistemi normativi multiagente, in particolare, la
necessità di avere modelli più dinamici e che lascino spazio
all’autonomia degli agenti, con riferimento all’ambito dei virtual
worlds.
ISI 1.340, GRIN A, ACM
[2007]
Versione estesa di 2004deon. Studia il processo di
emersione delle norme partendo dalla formazione di goal comuni
fino alla accettazione delle norme se queste sono efficaci e
permettono di raggiungere un equilibrio. Metodologia: conditional
goal merging, game theory.
ISI 0.951, GRIN C
Versione estesa di
[2006sac], in cui in più viene dettagliato il meccanismo di
precompilazione del linguaggio powerJava. L’articolo presenta i
fondamenti teorici del modello di ruoli e organizzazioni e il loro
uso nel design del linguaggio object oriented powerJava, che
estende Java con primitive per la definizione, creazione e uso del
costrutto ruolo.
ERA B GRIN D
Studia la definizione del concetto di ruolo nei
sistemi multiagente, con un approccio ontologico che vede come
proprietà fondamentali la dipendenza esistenziale di una istanza
di ruolo dalle istanze dell’organizzazione e dell’entità che
gioca il ruolo, il legame fra la definizione del ruolo e quella
dell’organizzazione che lo offre, i poteri istituzionali
acquisisti da chi gioca il ruolo e la possibilità che un ruolo
giochi altri ruoli. Metodologia: modello ad agenti formalizzato
con input/output logic.
GRIN C
Versione estesa di [2004iata]. Definizione della
nozione di power e dependence, concetti utilizzati per esempio
nelle coalition logics, in termini di abilità e goal degli
agenti. Studio delle proprietà di power e dependence
(monotonicità, superadditività , etc.) e definizione di una
metrica per valutare la posizione di un agente in un sistema
multiagente in termini di power e dependence. Metodologia: modelli
logici e basati su grafi.
ACM
Versione estesa di [2006ac] e [2006aamasa]. Utilizzando il modello
di ruoli per sistemi multiagente proposto in [2007ailaw], viene
definita una nozione di commitment in termini di belief e goal,
anzichè primitiva come in altri lavori, distinguendo allo stesso
tempo commitment proposizionale ed azionale. Questo permette di
creare un modello ontologico da utilizzare come semantica per
approcci ai linguaggi di comunicazione per agenti completamente
diversi, quali FIPA, approcci su social commitment e dialoghi
persuasivi. Metodologia: input/output logic, utilizzo di public
mental attitudes per definire i ruoli.
Editoriali:
Editoriale dello Special issue
seguito a Roles’05, in cui si dettagliano le conclusioni della
discussione dell’AAAI Symposium - la distizione fra tipo di ruolo
e istanza, la prospettiva che mette al centro il legame fra ruoli
e organizzazione, i comportamenti aggiuntivi legati ad un ruolo, e
i problemi aperti: connessione fra ruoli e relazioni, metamodello
dei ruoli, relazione con linguaggi come UML, OWL, etc.
[2006]
Versione estesa di
[2004aamasa], ciato da vari articoli. I contratti costituiscono un
problema nel ragionamento normativo in quanto comportano un
cambiamento del sistema normativo. Il modello proposto permette
l’aggiunta sia di regole regolative che costitutive e descrive il
processo decisionale di un agente che deve decidere di
sottoscrivere un contratto. I contratti sono visti come
istituzioni, ma la definizione di istituzione proposta diverge da
quella originaria di J. Searle in quanto si considerano non solo
regole costitutive, ma una combinazione di regole costitutive e
regulative, e viene considerato l’aspetto dinamico delle regole
costitutive che permettono di creare nuove regole. Metodologia:
input/output logic, recursive modeling, game theory.
ISI 0.885,
GRIN B
Versione estesa di [2004wi].
Studia il problema della specifica di politiche di accesso globali
riguardo a politiche locali. Viene superato il problema in logica
deontica del significato di obblighi nidificati utilizzando il
principio della trasmissione della volontà ipotizzato da G.H. von
Wright ma mai realizzato. Metodologia: input/output logic,
recursive modeling, game theory. Scenario di applicazione:
policies per l’accesso ai dati in knowledge management
systems.
ISI 0.980, GRIN B
Editoriali:
Introduzione allo Special issue seguito a
NorMAS’05, in cui si propone una definizione di sistema normativo
multiagente emersa dal workshop largamente citata nella
comunità.
ACM
[2004]
Versione estesa di [2005semweb]. Studio di
concetti giuridici in ambito multisistemico utilizzando come
strumento le ontologie, in cui si propone una definizione in
termini ontologici dei concetti di piano e norma. Metodologia:
ontologie.
GRIN C
[2002]
Versione
estesa di [2002so]. Articolo seminale in cui viene introdotta la
metodologia della agent metaphor per i sistemi normativi
utilizzata negli articoli successivi ([2007smca,2007smcb,
2004aamasa, 2004aamasb, 2003aamas], etc.). Un obbligo non viene
più definito come in logica deontica in termini di stati ideali
ma in termini di azioni che il sistema normativo intraprende per
monitorare e sanzionare il suo rispetto. Questa definizione
permette di modellare il processo decisionale di un agente
sottoposto ad obblighi in termini di game theory. Metodologia:
decision theoretic planning, recursive modeling.
[2000]
Estensione della metodologia del riconoscimento di
intenzioni per la modellazione del dialogo per mezzo di piani di
metalivello. Tali piani modellano in maniera dichiarativa il
processo interno ad un agente di decisione ed esecuzione di piani.
Questa soluzione permette di avere un modello più accurato dei
precedenti e di coprire vari fenomeni del dialogo uomo-macchina in
linguaggio naturale. Metodologia: riconoscimento di piani, modelli
ad agenti.
ISI 0.980, GRIN A, ACM
[1998]
Versione estesa di [1997aiia]. Modello basato su
riconoscimento di piani per il trattamento delle incomprensioni
nel dialoghi uomo-macchina. L’assenza di coerenza di un nuovo
turno diventa il segnale per operare un processo di backtracking
nell’interpretazione alla ricerca di una soluzione alternativa che
spieghi come coerente il turno corrente. Metodologia:
riconoscimento di piani, modelli ad agenti.
ISI 0.980, GRIN A,
ACM
[1995]
Studio del
concetto di implicatura conversazionale in P. Grice. Tale studio
è stato poi utilizzato in [1999cogsci].
[2006]
Editoriali:
Editoriale della
collezione di articoli del workshop CoOrg’05, nel quale si
delineano i problemi, gli scenari di riferimento e soprattutto le
problematiche aperte (linguaggi di coordinazione per
organizzazioni, rapporto con scienze sociali, relazione con i
problemi di sicurezza, etc.)
CLASSIFICAZIONE RIVISTE GRIN C
[2005]
Studia la relazione fra alcuni framework e linguaggi di coordinazione
e il formalismo usato nel modello di sistemi normativi multiagente, la input/output logic.
Per superare le limitazioni correnti si utilizza l’estensione della input/output logic
per trattare componenti (logical input/output networks).
CLASSIFICAZIONE RIVISTE GRIN C, ACM
Applicazione del
linguaggio powerJava presentato in [2007jot] a problemi di
coordinazione. Si mostra come l’astrazione ruolo permetta di
separare i componenti di un programma dall’infrastruttura di
coordinazione. Utilizza l’esempio dei dining philosopher, dove
filosofi e forchette sono ruoli di una tavola giocati da
consumatori e risorse.
CLASSIFICAZIONE RIVISTE GRIN C, ACM
[2010]
[2009]
Versione estesa di 2005cogsci
[2008]
[2007]
Versione preliminare di [2007icail].
Versione preliminare di
[2007icail].
[2002]
Versione estesa
di 2001iat. Articolo citato varie volte in cui si mostra che
ragionamento normativo e cooperazione richiedono lo stesso tipo di
ragionamento. Metodologia: decision theoretic planning,
modellazione ricorsiva.
Versione
preliminare di [2002csq]. Articolo citato varie volte in cui viene
introdotta la metodologia della agent metaphor per i sistemi
normativi utilizzata negli articoli successivi
([2007smca,2007smcb, 2004aamasa, 2004aamasb, 2003aamas], etc.). Un
obbligo non viene più definito come in logica deontica in termini
di stati ideali ma in termini di azioni che il sistema normativo
intraprende per monitorare e sanzionare il suo rispetto. Questa
definizione permette di modellare il processo decisionale di un
agente sottoposto ad obblighi in termini di game theory.
Metodologia: decision theoretic planning, recursive modeling.
[2009]
Versione estesa di 2009aamasc
GRIN C
Versione estesa di [2007fsen].
[2008]
Il modello ontologico dei ruoli definito in ambito
multiagente e applicato in ambito object oriented [2007jot] e
multiagente con powerJava [2006promas,2005promas] viene trasferito
nel framework per la creazione di sistemi multiagente JADE. JADE
è esteso per mezzo di un insieme di protocolli e primitive in
Java per la programmazione di organizzazioni e ruoli. Rispetto a
powerJava il modello in JADE fornisce primitive per creare agenti
autonomi piuttosto che oggetti manipolabili.
Integra il modello dei
ruoli in [2007ailaw] con il modello di [Dastani et al. 2004] sul
linguaggio 3APL per risolvere assieme il problema dell’interazione
con un ruolo e il processo decisionale interno ad un agente che
gioca un ruolo. Metodologia: metamodello per ruoli definito in logica dinamica.
[2007]
Versione
preliminare di [2008kais]. Studia il problema della formazione
spontanea di norme
in comunità di agenti per mezzo di un protocollo di comunicazione che realizzano un
meccanismo di negoziazione in cui prima si propongono goal
individuali, poi collettivi e infine una sanzione. Utilizza la
nozione di power sviluppata in [2007wias] e propone un protocollo
per il meccanismo di social delegation studiato in
[2007ijcis]
ACCEPTANCE RATE 23.7%
Report non referato del workshop Roles’07 sulla
modellazione di ruoli in cui si discutono le prospettive future
dell’area, in particolare la connesione fra ruoli e i contrutti
per la programmazione di relazioni.
Studia il rapporto fra relazioni e ruoli nei
linguaggi object oriented, due concetti che non si integrano
facilmente nel paradigma object oriented e che pur essendo in
connessione fra di loro non sono stati ancora studiati in
congiunzione. Metodologia: uitilizza l’implementazione dei ruoli
nel linguaggio powerJava.
[2006]
Utilizza la metafora del
sistema normativo come una architettura: la nozione di
architettura si riferisce ad una descrizione astratta di un
sistema in termini di componenti e di relazione tra questi
componenti. Questa metafora in logica e rappresentazione della
conoscenza permette di combinare diverse logiche in un unico
sistema più complesso studiando l’interazione fra esse piuttosto
che le proprietà dei singoli componenti.
Applica
il linguaggio powerJava (Java esteso con i ruoli) a problemi di
sistemi multiagente: il contract net protocol. Rispetto a
[2005promas] si propone un approccio distribuito anzichè centralizzato dei ruoli.
Propone una nuova metafora per concettualizzare la
nozione di oggetto nel paradigma object oriented. Alla nozione di
oggetto presa dal senso comune si sostituisce la nozione di
oggetto nel modello di J. Gibson basato sulla nozione di
affordance: le proprietà degli oggetti dipendono da chi sta
interagendo con loro. Le diverse affordance di un oggetto vengono
modellate come ruoli offerti da questo: quindi per interagire con
un oggetto è necessario ricoprire sempre un ruolo, che specifica
le possibilità di interazione. Metodologia: UML e powerJava.
Utilizzando la definizione di regola costitutiva
in sistemi normativi multiagente proposta in [2004kr], se ne
studiano le proprietà logiche (in particolare identità e
transitività ) e il problema della equivalenza con sistemi
normativi che non utilizzano regole costitutive). Si dimostra che
pur essendo equivalenti dal punto di vista normativo, dal punto di
vista del numero di regole sono differenti. Metodologia:
input/output logic e definizione di norme in
termini di belief e goal.
Estendendo il modello di [Masolo et al.
2004], si propone un modello ontologico della definizione di ruolo
data in [2007ailaw] e utilizzata anche per definire il linguaggio
powerJava [2007jot], in modo da darne una specifica più precisa e
indipendente dall’applicazione.
Il modello decision
theoretic proposto in [2005aamasa] viene esteso con regole
costitutive per costruire organizzazioni. Metodologia: artificial
agent societies proposte da [Shoham and Tennenholtz, 1995].
[2005]
Versione estesa di 2005wi.
Utilizzando un approccio dichiarativo alla specifica delle
policies si propone un modello per la negoziazione di quali
credenziali esibire per avere accesso ad un servizio. Metodologia:
argumentation systems.
GRIN B, ACM
Presenta come il linguaggio powerJava (estensione
di Java con ruoli) [2007jot] possa essere utilizzato per
programmare in sistemi multiagente organizzazioni e ruoli.
Il
modello astratto di argomentazione proposto da [Dung 1995] è rimasto slegato da altri paradigmi come quello logico. In questo
articolo si propone una logica modale per collegare il modello di
Dung ad altri formalismi più tradizionali come le logiche
condizionali.
[2004]
In questo
articolo il modello di sistemi normativi multiagente viene esteso
per coprire anche le organizzazioni e i ruoli. In particolare si
mostra come la nozione di organizzazione strutturata in
sottoorganizzazioni e ruoli non rispetti la tradizionale
mereologia degli oggetti, in quanto le parti non esistono senza il
tutto.
Si mostra come il modello di
sistemi normativi multiagente sia rilevante per il problema del
trust, in quanto, a differenza dei modelli tradizionali in
logica deontica, è possibile studiare i diversi casi di
violazione e come questi impattino sulla revisione del trust.
Introduce la distinzione fra permesso e
autorizzazione, ignorata in tutta la letteratura su access control
e spesso anche in ambito giuridico. Mentre i permessi sono
eccezioni a obblighi, le autorizzazioni sono fatti istituzionali
risultati da regole costitutive finalizzate alla delega di poteri
di gestire l’accesso, e devono comparire fra le precondizioni di
obblighi e permessi. Metodologia: input/output logic e definizione
di norme in termini di belief e goal. Scenario applicativo:
potiche di accesso distribuite per la gestione di sistemi peer to
peer, dove non si può imporre a nodi peer di creare nuovi
obblighi e permessi.
[2003]
Il modello di obblighi
basati su sanzioni all’interno di sistemi normativi multiagente,
presentato a [2003aamas] viene definito in termini di logica
modale anzichè in input/output logic. Si discutono i problemi
della traduzione in una logica non condizionale della
formalizzazione in input/output logic.
GRIN B, ACM
[2002]
Estensione del modello di ripianificazione di
[2002aimsa]. L’agente dotato di capacità di ripianificazione
viene inserito in un ambiente normativo e si discute
l’interazione fra obblighi e ripianificazione (come una norma scatena il processo di
ripianificazione o lo guida verso nuove soluzioni).
[2001]
Short papers:
Short paper che presenta i risultati
del progetto di collaborazione con centro di ricerca CSELT di Telecom Italia. La configurazione
di un sistema di dialogo viene fatta in maniera
dichiarativa tramite un file di configurazione in XML che
viene tradotto direttamente in procedure C tramite XSLT.
[2000]
Articolo tratto dalla tesi di dottorato di Guido
Boella. Si presenta un modello della cooperazione fra agenti. Metodologia:
un framework ad agenti basato sul decision theoretic planner
DRIPS e sul recursive modeling.
GRIN A
[2010]
Short papers:
GRIN A,
ACCEPTANCE RATE 30%
[2009]
In questo articolo viene analizzato il problema del cambiamento di norme - rappresentate da regole condizionali in input/output logic - comparandolo con i postulati AGM per il belief revision e mostrando come questi portino in alcuni casi a situazioni paradossali.
GRIN A
Short papers:
GRIN A
GRIN A
ACM
IEEE
[2008]
Belief revision e argomentation theory rimangono
due teorie largamente separate. Vista la necessità di modellare
agenti che rappresentano le motivazioni sottostanti ai loro belief
per mezzo di argomenti e aggiornano i loro belief di fronte a
nuove informazioni, in questo articolo si esamina come integrare
belief revision e argumentation theory.
Le istituzioni
elettroniche sono uno strumento diffuso per gestire il
comportamento di sistemi aperti. In questo articolo si estende in
formalismo delle reti di dipendenza introducendo una
formalizzazione del concetto di istituzione. Lo scopo è studiare
scenari quali mondi virtuali e ambient intelligent ad un livello
di astrazione superiore rispetto al modello classico ad agenti.
Short papers:
Short paper. Se
lo scopo del concetto di user friendliness è migliorare
l’interazione fra utente e macchina, la user friendliness trova il
suo limite nel fatto di non considerare la qualità dell’interazione fra utenti attraverso un sistema. Per questo
scopo si introduce in questo articolo il concetto di
convivialità, nel senso tecnico di cambiamento delle relazioni
di potere istituzionale per equilibrare le differenze fra gli
agenti. Metodologia: reti di dipendenza estese per gestire
istituzioni e loro cambiamenti.
GRIN A, acceptance rate per short
papers 15%, ACM, IEEE
Short paper che propone i risultati
preliminarei sul modello di coalizioni proposto in [2006ecai] in
un contesto dinamico dove gli agenti della coalizione possono
cambiare le dipendenze fra gli agenti. Metodologia: reti di
dipendenza estese per gestire istituzioni e loro
cambiamenti.
Acceptance rate 20.8%
[2007]
Si mostra che i
protocolli di comunicazione fra agenti, in particolare nell’ambito
dell’argomentazione persuasiva, non devono necessariamente essere
definiti, ma si possono derivare da una serie di principi
riguardanti razionalità e definizione degli atti linguistici.
Metodologia: game theory e agent communication languages.
GRIN B,
ACM
Presentazione del progetto
European Law Taxonomy Syllabus, in particolare come le ontologie
multiagente presentate risolvano i problemi sollevati dal
multilinguismo e multisistemismo giuridico.
GRIN C
[2006]
Utilizza la nozione di coalizione nelle reti di
dipendenza. Rispetto alla definizione tradizionale di coalizione
come insieme di agenti in grado di eseguire un certo task,
utilizzando le reti di dipendenza permetto di esaminare la
struttura interna delle coalizioni, assicurando che ognuno dei
partecipanti allo stesso tempo contribuisca e tragga beneficio
dall’entrare nella coalizione. Nell’articolo si forniscono
algoritmi basati su grafi per la creazione di coalizioni e si
studia la loro complessità. Continuazione di [2005iatb].
GRIN
A, ACCEPTANCE RATE 27%.
Presenta
gli aspetti linguistici del progetto European Law Taxonomy
Syllabus, per la creazione di ontologie giuridiche
multilingua.
GRIN B
Utilizzando il modello concettuale sviluppato in
[2006ksem], si mostra come i ruoli in powerJava permettano di
vedere gli oggetti come entità non più monolitiche ma
poliedriche. Gli altri oggetti che interagiscono con esse devono
prima selezionare in quale delle dimensioni possibili stanno
vedendo l’oggetto. La possibilità di interagire con quali
dimensioni di un oggetto è data dalle proprietà possedute. Viene
inoltre esaminato come i ruoli siano una estensione del concetto
di sessione con l’aggiunta di comportamenti allo stato
dell’interazione costituito dalla sessione.
ACCEPTANCE RATE
36%.
Short papers:
Short paper. Si discutono i problemi legati alla
definizione di counts as come classificazione contestuale,
proponendo di vedere il count as come una relazione fra due
contesti differenti.
GRIN A, ACCEPTANCE RATE 14%.
Short paper. Prosecuzione di [2004ecaia]. Utilizzando la
definizione di [2006ecaia], si propongono misure per alleviare lo
sbilanciamento nella negoziazione a favore degli agenti con più poteri.
GRIN A, ACCEPTANCE RATE 14%.
[2005]
Utilizzando la metodologia delle artificial agent
societies proposte da [Shoham and Tennenholtz, 1995], si propone
in un setting game theoretic il modello di obbligazioni basate su
sanzioni. Si permette la possibilità che gli agenti violino gli
obblighi a cui sono sottoposti e si introduce una trasformazione
delle matrici di gioco per modellare la sanzione. Infine si
considerano giochi estesi che includono la scelta del sistema
normativo come alternativa.
GRIN A, ACCEPTANCE RATE 25%, ACM,
IEEE
Mostra come il modello
di sistema normativo multiagente di Guido Boella e Leendert van
der Torre sia compatibile con l’ipotesi in scienza cognitiva
dell’esistenza di una teoria della mente.
GRIN A
Si utilizzano i sistemi
normativi multiagente per modellare giochi dialogici. Le regole
del gioco sono specificate tramite regole costitutive. Questo
modello permette di modellare tramite sistemi normativi la nozione
di commitment sociale introdotta come primitiva in altri lavori in
letteratura. Il modello viene applicato al persuasion
dialogue.
ACCEPTANCE RATE 18%.
Definisce la
nozione di coalizione nelle reti di dipendenza. Rispetto alla
definizione tradizionale di coalizione come insieme di agente in
grado di eseguire un certo task, utilizzando le reti di dipendenza
è possibile di esaminare la struttura interna delle coalizioni,
assicurando che ognuno dei partecipanti allo stesso tempo
contribuisca e tragga beneficio dall’entrare nella coalizione. Si
utilizza la nozione di Core come criterio per la scelta di
possibili coalizioni.
ACCEPTANCE RATE 18%.
Presenta un modello di
deliberazione per agenti con risorse limitate di ragionamento
(resource bounded reasoning). Il modello include deliberazioni
prese non solo su azioni oggetto ma anche su azioni al metalivello
(ad esempio pianificare raffinando ulteriormente il piano
corrente, ripianificare una nuova soluzione se quella corrente è insoddisfacente) in modo da considerare il trade-off fra
miglioramento delle prestazioni e tempo impiegato per trovare una
soluzione migliore. Il modello permette di rivedere la nozione di
intenzione negli agenti come definita da [Bratman, 1987], [Cohen e
Levesque, 1990] e [Rao e Georgeff, 1992]. Metodologia: decision
theoretic planning, markov decision processes.
GRIN B
Short papers:
Short paper. Continuazione di [2005aamasa]: si
considera la dinamica dei sistemi normativi visti come artificial
social systems in [Shoham and Tennenholtz, 1995].
GRIN A
[2004]
Articolo molto citato in cui si introduce la
distinzione fra regole costitutive e regolative nei sistemi
normativi multiagente. Se si considera l’intero sistema normativo come
un agente, le regole regolative vengono viste come i goal del sistema, mentre
quelle costitutive sono viste come i belief del sistema. Anche
l’interazione fra i due tipi di regole è la stessa che fra
belief e goal. Metodologia:
input/output logic, recursive modeling, game theory.
GRIN A,
ACCEPTANCE RATE 30%
Articolo molto citato, versione preliminare
di [2006smcc]: i contratti costituiscono un problema nel
ragionamento normativo in quanto comportano un cambiamento del
sistema normativo. Il modello proposto permette l’aggiunta sia di
regole regolative che costitutive e descrive il processo
decisionale di un agente che deve decidere di sottoscrivere un
contratto. Metodologia: input/output logic, recursive modeling,
game theory.
GRIN A, ACCEPTANCE RATE 24.6%, ACM, IEEE
Studia il
problema della cooperazione fra agenti utilizzando il framework
dei sistemi normativi multiagente per specificare le regole
informali che permettono ad un gruppo di agenti di lavorare
assieme. Metodologia: input/output logic, recursive modeling, game
theory.
GRIN A, ACCEPTANCE RATE 24.6%, ACM, IEEE
Analizza il vantaggio per un agente dato
dall’avere più capacità di soddisfare goal rispetto ad altri nel
processo di negoziazione della distribuzione di un obbligo fra un
gruppo di agenti. Avere più capacità di altri permette di avere
più possibilità di scelta nel processo di offerta e di sfruttare
le dipendenze degli altri agenti.
GRIN A, ACCEPTANCE RATE
22.9%.
Propone una formalizzazione dei concetti di power e
dependence in un sistema multiagente, alla base del formalismo
delle reti di dipendenza ma presentati solo a livello informale in
letteratura.
ACCEPTANCE RATE 16%
Formalizzazione tramite ontologie OWL del modello
di sistema normativo multiagente.
Short papers:
Short paper. Propone
una visione gerarchica dello studio dei sistemi multiagente,
separando i modelli più dettagliati del funzionamento interno di
un agente da quelli più astratti in cui si considerano solo le
relazioni di dipendenza fra gli agenti o le coalizioni fra
agenti.
GRIN A, ACCEPTANCE RATE 26%, ACM, IEEE.
[2003]
Studia il processo di deliberazione con
modellazione ricorsiva dell’avversario a più livelli, in modo da
poter considerare norme procedurali che sono dirette a chi deve
monitorare e sanzionare le norme primarie. Metodologia:
input/output logic, recursive modeling, game theory, e definizione
di norme in termini di belief e goal.
ACCEPTANCE RATE 23,6%,
ACM, IEEE
Short papers:
Short paper seminale citato varie volte dove è introdotta la metafora ad agenti che permette di considerare un
sistema normativo come un agente con credenze e scopi: i contenuti
degli obblighi non sono altro che i goal del sistema normativo,
accanto ai quali si trovano i goal di monitorare e sanzionare chi
viola la regola. Questa metafora permette di costruire agenti che
sono in grado di ragionare su norme senza dover introdurre nuove
primitive come fa la logica deontica, che richiedono poi
meccanismi di ragionamento sviluppati ad hoc.
GRIN A, ACCEPTANCE
RATE 24.7%.
Short paper in cui il modello di sistema normativo
viene esteso per considerare il processo decisionale di un sistema
normativo visto come un agente che deve tener conto a sua volta
ricorsivamente del processo decisionale degli agenti sottoposti
alle norme, sapendo che loro faranno lo stesso tipo di
ragionamento predittivo. Metodologia: input/output logic,
recursive modeling, game theory, e definizione di norme in termini
di belief e goal.
GRIN C
[2002]
Mostra come utilizzando il framework dei modelli
mentali di P. Johnson-Laird sia possibile trattare problemi
complessi rigurdanti l’anafora nel linguaggio naturale.
Tradizionalmente i lavori alternativi utilizzano formalismi
sintattici ad hoc per trattare l’anafora. I modelli mentali, data
il loro carattere analogico rispetto alla realtà rappresentata
permettono una più facile risoluzione del’anafora.
GRIN A, ACCEPTANCE RATE 35%.
[1999]
Propone una spiegazione del fenomeno
linguistico delle presupposizioni interpretandole come un
caso particolare del fenomeno dell’implicatura
conversazionale. Metodologia: teoria dei modelli mentali di
P. Johnson-Laird.
GRIN A
[1998]
GRIN B
[1995]
GRIN A
[2009]
DBLP
DBLP
[2008]
[2007]
Descrive gli obiettivi e metodologie dietro l’approccio
di Guido Boella e Leendert van der Torre ai sistemi normativi
multiagente.
Analizza gli aspetti temporali e non-monotoni del
modello di dialogo proposto in [2007aoa]. Metodologia: defeasible
logic di Nute.
[2000]
ACM
[1999]
This document was translated from LATEX by HEVEA.